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Comunicato stampa: mercoledì 5 febbraio ore 10.00 a Città di Castello Workshop “Il Luppolo biologico: una nuova eccellenza del Made in Italy”

C’è una nuova eccellenza nel panorama delle produzioni agricole del nostro territorio: il Luppolo biologico.

Per conoscerlo meglio la Rete di Imprese Luppolo Made in Italy ha promosso il Workshop “Il Luppolo biologico: una nuova eccellenza del Made in Italy” il prossimo mercoledì 5 febbraio a Città di Castello, presso l’azienda agricola Il Lombrico Felice in località Galliano, a partire dale ore 10.00.

Il Workshop fa parte del Roadshow “W il Luppolo!”, organizzato dalle Rete di imprese Luppolo Made in Italy per condividere il progetto di costruire la Filiera del Luppolo italiano, una sfida che sta suscitando sempre più interesse e attenzione da parte delle imprese agricole e delle multinazionali del settore.

É un’iniziativa di comunicazione e disseminazione dei risultati raggiunti dal progetto “Luppolo Made in Italy” finanziato dalla Misura 16.2.1 sulla cooperazione e innovazione delle Reti di nuova costituzione del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Umbria.

Nel corso dei lavori saranno approfonditi le tecniche colturali, le questioni normative, le prospettive di mercato e di organizzazione della Filiera di produzione di Luppolo biologico in Umbria e in Italia.

Luca Stalteri, responsabile agronomico della Rete e produttore Biologico che ospiterà il Workshop presso la sua azienda agricola presenta i temi di questo incontro: ”Il progetto di Luppolo Made in Italy è attento alla sostenibilità ambientale, alla circolarità e alla qualità delle produzioni” e aggiunge “Il nostro obbiettivo più ambizioso è fare dell’Umbria la più importante regione del mondo per la produzione biologica di Luppolo, un’innovazione radicale del nostro panorama produttivo cui stiamo dando solide basi.”

Nel Workshop sono previste le relazioni tecniche a cura della Rete Luppolo Made in Italy e i contributi di: Alessandro Baldicchi – Direttore dell’Istituto Agrario Ugo Patrizi di Città di Castello, Giuseppe Perretti – Presidente CERB Centro di eccellenza di ricerca sulla Birra – Università di Perugia, Anne Marjatta Heliste – Presidente AIAB Umbria , Matteo Bartolini – Presidente CIA Regione Umbria – Vice Presidente nazionale FederBio, Vincenzo Vizioli – Vice Presidente Nazionale AIAB – Presidente Nazionale FIRAB.

Data la forte richiesta di partecipazione al Workshop e i posti disponibili in rapido esaurimento, chi è interessato a prendere parte ai lavori è cortesemente pregato di prenotare inviando una mail a: info@luppolomadeinitaly.it con oggetto: prenotazione workshop Luppolo Biologico, l’evento è gratuito.

La Rete Luppolo Made in Italy

La Rete Luppolo Made in Italy è formata da 13 tra aziende agricole, agroalimetari e di innovazione tecnologica in agricoltura.

Ci sono i produttori biologici della Pro BIO, l’associazione dei produttori biologici Umbri che fanno riferimento all’AIAB, i tabacchicoltori del Gruppo Cooperativo Agricooper, c’è la preziosa partecipazione di un’azienda leader nel settore dell’innovazione per la salute e il benessere come ABOCA e altre realtà che si occupano di trasformazione e di food, come Bianconi Tartufi.

Inoltre è di recente data l’ingresso nel progetto di Idroluppolo, un’azienda specializzata nelle coltura indoor, che si occupa di innovazione in agricoltura, in un ottica di AG4.0, precision farming e IOT in agricoltura: una start-up innovativa leader nel panorama europeo della coltivazione indoor del Luppolo.

ABOCA non ha certo bisogno di presentazioni: è un’azienda leader nel mercato globale dell’erboristeria biologica e si sta rapidamente espandendo nel settore della salute.

Il Lombrico Felice, Melagrani, Reno, Tenuta i Canta Lupi, La Rondine a Maccarello, Panta Res sono le aziende biologiche che stanno sperimentando la coltivazione del Luppolo in 6 luppoleti, di differenti superifci, per un totale di 1,8 Ha, collocati in condizioni di terroir e di pedoclima differenti e rappresentative della ricchezza del territorio umbro.

I Luppoleti delle aziende biologiche sono impianti di nostra progettazione, dei prototipi innovativi rispetto alle soluzioni presenti sul mercato, customizzati sulle esigenze della produzione biologica.

Il Gruppo Cooperativo Agricooper si occupa della sperimentazione di un impianto convenzionale costruito sul modello dei Luppoleti di agricoltura industriale presenti nel bacino dell’Hallertau della superficie di 1 Ha.

Anche in queso caso sono state introdotte delle innovazioni prototipali di nostra ideazione, funzionali alla migliore capacità produttiva e sostenibilità delle produzioni.

L’azienda Spazzavento e il Barbarossa di Valenti completano il quadro della sperimentazione con due impianti convenzionali, anche questi varianti di nostra ideazione dei modelli di produzione presenti nel panorama europeo, per una superficie di 0,5 Ha.

Di particolare interesse è la presenza di Tartufi Bianconi, un’azienda di qualità specializzata nelle eccellenze della gastronomia umbra, per sviluppare al meglio tutte le potenzialità del prodotto, anche recuperando le antiche tradizioni della cucina popolare.

A dare solidità scientifica al progetto ci sono il CERB, il Centro di eccellenza di Ricerca sulla Birra dell’Università di Perugia, che coordina le attività di ricerca e innovazione, e il CNR IBBR, un istituto specializzato nella genetica.

Il CERB del Prof. Giuseppe Peretti, è il centro di ricerca di riferimento dell’intero sud europa, l’istituzione scientifica del mondo brassicolo più autorevole a sud delle Alpi.

Inoltre il CERB ha conseguito il riconoscimento come Ente Certificatore a norma della OCM europea sul Luppolo, per l’immissione nel mercato comunitario.

Il CNR IBBR è un istituto di eccellenza sulla ricerca genetica, che ha realizzato, nel territorio umbro, il modello più avanzato di ricerca genetica sulle piante autoctone su base territoriale.

Il progetto di innovazione prevede anche la ricerca di una nuova gamma di Luppolo a base genetica italiana, un prodotto che potrebbe rivoluzionare il panorama della produzione brassicola, arricchendo ulteriormente la creatività dei nostri birrifici artgianali.

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